Sigmund Freud

 

Case, cervelli aspetti di macchina

Vicoli ciechi, un’ombra di luce,

Visioni sfocate di vecchi pensieri,

La luce del giorno si stende di nuovo

 

Mani che vogliono la solita notte,

Passi di gatto in fondo alla casa,

Sento il mio sangue gridare nel fuoco,

La luce del buio mi chiede la vita.

 

Non m’importa più cosa è stato

Quella prima volta,

Quello che ho visto.

Polvere Bianca da mille lire

è poco buona ma va bene.

 

           Vai! Vai! Vai!

 

Io non so dove, dove andare

Sono un poco strano,

ora vado via

Oh! La mia mente,

un qualcosa di diverso

 

           Vai! Vai! Vai!

 

Oh! No, illusioni

Ombre cadono su me.

Oh! No, cielo blù,

cielo blu su di me.

Quante visioni nei miei giorni

Quante notti accese

Quanti sogni uccisi ormai

Sono fiori lontani

che vanno verso me.           

 

Cieli di farfalle

dove scopro serenità

Pupille grandi e grida

sempre gaie di pietà

Non ho sete credo e non mi va.

Una terra umida e un sonno ……Và.

 

Sono un uomo perduto

nell’immenso di questo mare

Una mente viva di visioni e verità,

Figlio di pensieri di miracoli

senza realtà

Senza credo e senza nome

che ben presto morirà.

 

Note a caso in questo mare

vanno giù

Fiori di pioggia bianca nel cervello,

vanno verso me

Le mie visioni fredde chiedono

una loro logicità

Sono finito nel labirinto

di una inutile LIBERTA’.

                Fiori di Polvere Bianca